THE end?


 

 
 
 

Attraverso il confine. Un nuovo timbro sul passaporto, un’altra linea immaginaria valicata, un altro paese sotto i miei piedi, su cui camminare e imparare. Inizia una nuova avventura, si apre un altro mondo. 

Benvenuti nel Regno di Cambogia. Pernottamento previsto a Siem Reap, tre ore di corriera dal confine. Arrivo che è già sera ed è forse per questo che il tragitto da stazione a centro città è ancora più incantevole. Il traffico scomposto e irrazionale, le strade polverose, sporche ma vive, le luci di hotel, negozi e bancarelle, tante bancarelle, i sorrisi e lo sguardo alto delle persone in bicicletta o affaccendate in mille occupazioni diverse. Si respira un’aria più selvaggia rispetto alla Thailandia, il paesaggio è più pianeggiante, con risaie e campi verdi a perdita d’occhio, ma del resto si capisce di essere in una nazione che ha assaggiato e assaporato la stessa cultura di cortesia, sorrisi e disponibilità, ma anche buddismo, induismo e spiritualità.

Spiritualità innegabile, soprattutto nell’immenso e indescrivibile complesso di templi e strutture antiche di più di mille anni di Angkor Wat. Occorrerebbero giorni per visitarli tutti, ma anche in una giornata, pedalando tra parchi e sentieri sterrati, colonne, archi e pietre sfiorate da milioni di mani ed esistenze non si può fare a meno di restare ammutoliti di fronte al grande spettacolo che è il tempo. Il tempo che scorre e diventa storia, che arrugginisce e deteriora, che fa crescere erba e muschio sulle pareti, che leviga e smussa gli angoli, che aumenta a dismisura l’imponenza e la soggezione creata da opere già di per sè mastodontiche. Il tempo che ti cambia e ti modella, ti forgia e ti trascina senza sosta. 

Provare a riassumere le ultime settimane di viaggio fra spiagge Cambogiane e thailandesi, tra party al chiarore di luna piena e giri in scooter senza casco, tra fiumi e specchi d’acqua, tra fiori di loto e palme non è facile. Non è facile perché ogni giorno che passa si accumulano esperienze e ricordi che per essere descritti devono sedimentarsi ed essere analizzati. E non sempre è facile farlo di settimana in settimana. Dall’ultimo aggiornamento ho passato le notti fra Siem Reap, Shinoukville, Phnom Penh e Battambang in Cambogia, praticamente circumnavigando il grande lago Tonlè Sap al centro della regione. Attraversando il Mekong, esplorando la costa e le spiagge ed osservando splendidi panorami dall’alto di templi buddisti eretti su colline impervie e sperdute. Ho riattraversato il confine il Thailandese, ho atteso, ho viaggiato per giorni cambiando bus e navi, ho festeggiato nella spiaggia di Pattaya e nell’isola di Phangan e ho concluso esausto un mese di completa e assoluta libertà. 

Ho sicuramente tante cartoline impresse nella mie mente, tra ristoranti locali, bagni nell’oceano, camere d’ostello, chiacchiere e tramonti dall’alto di terrazze da togliere il fiato e strade dissestate contornate da capanne di legno e tinelli per lavarsi. Ma ho anche bene in mente il traffico e lo smog delle grandi città, gli slalom in bici e in scooter, gli sguardi torvi dei cani randagi tra la spazzatura, i rifiuti sparsi tra rivoli d’acqua e monumenti, notti intere senza chiudere occhio su sedili troppi stretti e scomodi su bus troppo freddi e lenti. Ho un mosaico di immagini di fronte agli occhi, di iniziative e ricordi, sogni e avventure che si mescolano e si confondono tra loro. 

Sono per l’ennesima volta seduto su una poltroncina dell’aeroporto di Bangkok, la città che forse meno mi ha colpito ma in cui ho passato più notti, aspettando l’aereo che mi riporterà in Italia, dopo otto mesi. Tiro un po’ le somme di questa avventura, tra libri letti, guide sfogliate, città e musei visitati, ostacoli superati e sfide vinte e accettate. Sono contento di tornare a casa, fermarmi, ricaricare le pile e festeggiare con amici e parenti che non vedo da un tempo che sembra il triplo di ciò che è in realtà. Ma nonostante questo già affiorano nella mia mente programmi e traguardi per il prossimo anno… Ritornare in Australia, provare finalmente un’esperienza di volontariato, imparare un’altra lingua… Ormai ho imparato a sognare, come dicono i Negrita e non riesco a fermarmi. Perché ho finalmente chiaro che l’investimento più intelligente che si possa fare è quello su sè stessi. Per rinnovarsi, aggiornarsi, imparare, stupirsi e scandalizzarsi, cambiarsi radicalmente e riscoprirsi, conoscersi e avvicinarsi sempre un po’ di più a quella voce flebile ma sicura dentro di sè che ci guida e segna ogni nostro passo e ogni nostra ambizione. Avvicinarsi passo dopo passo alla realizzazione di sè. Ho capito non chi voglio essere, ma come voglio vivere. Fresco, aperto, senza troppi programmi, affamato e intraprendente. 

Sono partito fuggendo e ritorno a manina con me stesso. Ritrovato e rinato. Forse più saggio, forse solamente più ottimista. Perché sono felice di essermi messo alla prova e di avercela fatta. Di essere partito e di essere riuscito a concludere ciò che mi ero prefissato. Sono motivato, pieno di idee e affamato di vita, con le sue mille possibilità e diramazioni, con le sue mille strade e i suoi mille incontri. Ogni giorno scegliamo come vivere, con chi passare il tempo, che lavoro fare, che libri leggere, dove camminare, chi guardare, cosa mangiare e quanto ridere. Scegliamo inconsapevoli secondo dopo secondo cosa sarà del nostro futuro e di noi stessi. Ci costruiamo abilità ed esperienze senza rendercene forse conto e senza apprezzarle per quello che sono per davvero: libere scelte. Che siano le scarpe che indossiamo o il lato del tavolo su cui mangiare, il mezzo di trasporto o l’orario della doccia, il lavoro o le relazioni, gli interessi o i passatempi. Siamo circondati dalla libertà e spesso lo dimentichiamo.

In questo viaggio mi sono divertito, mi sono conosciuto e mi sono capito. Adesso che è giunto al termine posso definirlo come la scelta migliore e più importante della mia vita. Mi ha fatto apprezzare e capire i termini di libertà e vedere sotto altre luci quelli di verità e indipendenza. Ma non mi voglio fermare. La ricerca dura una vita e io ho appena iniziato a vivere. A voi lascio un abbraccio e un consiglio: sognate, viaggiate, libratevi in volo e mettetevi alla prova. Non ve ne pentirete! 

A presto!

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