Let’s get started!


 

 
 
 

Buongiorno a tutti ragazzi, è mezzogiorno e mezzo ed io sono comodamente seduta sul mio divano. Oggi è il 24 aprile, ma nonostante questo se si guarda fuori dalla finestra non si ha l’impressione di essere in un paese un’ora a sud di Napoli. Piove fortissimo da stanotte, le temperature sono precipitate da un paio di giorni ed io mi chiedo se questo è il clima che mi aspetterà anche negli Stati Uniti tra quattro mesi.

Ricominciamo. Ciao, io sono Laura, ho 16 anni e tra pochi mesi realizzo il mio sogno. Avete mai letto una di quelle storie in cui la protagonista è così fortunata che (finanziata dai genitori ovviamente) nel primo capitolo salta su un aereo per gli USA, nel secondo diventa una star internazionale, nel terzo conosce Brad Pitt e nel quarto ha una villa con piscina completa di sterminati campi da tennis e quattro barboncini? Ecco, quella sarò io, più o meno. Al primo step ci siamo quasi, posso dire che è sicuro, sì, io tra quattro mesi vado, parto e non torno più. Cioè tornerò, dopo un anno, ma a questo non voglio ancora pensarci.

Strano. Non ho ancora realizzato che io davvero sto partendo per questa esperienza, sembra ancora così astratta, sembra ancora solo un sogno. Ancora, quando qualcuno mi chiede “ma quindi per un anno vivrai in America?”, tendo a pensare ‘ma chi, io? Ma forse, sì, c’è la possibilità che io parta, ovvio, fantastico, dieci mesi lontana da famiglia e amici, completamente sola in un nuovo continente!’.

Sì, perché quando è un tuo amico, un tuo conoscente, una persona estranea a partire, lo invidi da morire. Pensi a tutte le esperienze positive che farà e a quante cose vedrà, ogni giorno si alzerà dal letto con un sorriso di trentadue denti (e questo già è un miracolo) e, tra uccellini che cinguettano e arcobaleni sgargianti appena fuori la finestra, affronterà una nuova avventura! ..quando invece sei tu a dover partire.. te la fai sotto.

Ovviamente state certi che se la mia paura e le mie ansie fossero risultate più convincenti della mia voglia di partire, non avrei mai fatto domanda alla WEP per un intero anno scolastico all’estero. Ma cos’è la WEP? Questo lo vedremo dopo.

La conclusione di tutto questo è che io sono qui, a casa mia. E tra più o meno cento giorni (che detti così sembrano tanti ma si sgretolano uno dopo l’altro sotto il mio naso) sarò a casa mia e della mia famiglia ospitante, dall’altra parte del mondo.

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