Il bambino che imparò a colorare nel buio – Nicholas Sparks, Bill Mills


 

 
 
 


Edizione: PickWick

Anno: 1990

Pagine: 157

Prima di iniziare a parlare di questo libro devo necessariamente fare due premesse importanti: la prima è che adoro Nicolas Sparks, la seconda è che non condivido mai la scelta degli scrittori di scrivere a quattro mani.

Non nascondo che “odio” quando sulla copertina di un libro ci sono scritti due autori, ma ancor di più quando uno dei due è classificabile fra i miei autori preferiti. Ci troviamo di fronte proprio a questo caso e farò un’ulteriore premessa, ho letto tutti i libri di Sparks finora usciti tranne uno…. Detto ciò.. ci arrivo piano… ma questo libro… non mi è piaciuto…

Ebbene si, ho aspettato molto a leggerlo ed ero forse condizionate dalle molte recensioni che lo definivano un ottimo romanzo, ma non sono rimasta per nulla affascinata anzi piuttosto annoiata e non vedevo l’ora finisse.

E’ pur vero che non sia il classico romanzo, bensì uno di quei libri che aiutano ad aprire un po’ la mente, uno di quei classici libri che vengono definì “un viaggio dentro noi stessi”. Ho già letto libri di questo tipo, ma personalmente non ho trovato in questo qualcosa di particolarmente coinvolgente. Un peccato perché lambienta Mi dispiace dirlo, ma lo definirei piuttosto banale, dopo le prime pagine capisci già come finirà la storia.

Non voglio spingermi oltre, dopo aver detto che non mi è piaciuto i miei giudizi continuerebbe ad essere comunque negativi, finirei con considerarlo la mia delusione di Sparks.. Ma si sa c’è sempre l’eccezione che conferma la regola. Aspetto solamente un libro a quattro mani che mi convinca per confermare questa di regola!

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