Diario di una Au Pair… poco super e per niente star


 

 
 
 

Ottava Parte: Pesce Ragno maledetto!

Io e la bambina ci divertiamo dentro l’acqua a saltare le onde, quando arriva l’ora di tornare a casa, così usciamo dall’acqua e mentre io e la signora M. iniziamo a mettere ordine, un pianto attira la nostra attenzione. La bimba scoppia in lacrime dicendo che qualcosa le ha punto il piede, che le si sta addormentando lentamente e il dolore si fa sempre più forte. Delle signore sulla spiaggia si avvicinano e ci informano che sulle spiagge di quella zona circola sempre un volontario della Croce Rossa. Così, quando vedo un ragazzo che corrisponde alla descrizione percorro mezza spiaggia correndo per chiamarlo. Ora, non tutti i mali vengono per nuocere, perché mi ritrovo di fronte ad un ragazzo biondo, occhi azzurri, abbronzato e con un bel fisico. Concentrata  sulla salute della bambina, gli spiego l’accaduto  e lui mi dice che molto probabilmente si tratta di una puntura da parte di un pesce ragno, mi spiega come si  cura (con l’ammoniaca) e che la bimba deve camminare sulla sabbia poiché il calore allevia il dolore, che è fortissimo e acuto. La signora M. se ne va con il volontario e la bimba, mentre io mi incarico di portare la roba del mare, il bambino e la zia fino all’auto. Ora arriva la parte più interessante: devo guidare! Prendere la macchina e andare a cercare l’istallazione della Croce Rossa vicino al porto. Non so  cosa mi preoccupa di più: il fatto che stia guidando con le infradito, oppure che mi trovo in un posto balneare e la gente va in giro a piedi e in bicicletta, oppure la macchina della polizia che mi attraversa davanti. Piano piano, e aguzzando gli occhi alla ricerca di una croce rossa, arriviamo a destinazione. Parcheggio e la signora M. mi manda un messaggio, per avvertirmi che i volontari della Croce Rossa sono entrambi dei bonazzi e mi invita ad andare a vederli. Così, scendiamo tutti dall’auto e devo ammettere che la signora M. aveva ragione! Mi rifaccio gli occhi, e vedo anche come sta la bimba. Ci siamo presi tutti un bello spavento nel sentire quel pianto di dolore che ha attirato l’attenzione di tutti.

Questa è  stata l’avventura a Segur. Gli altri giorni siamo andati in piscina, e poi a passare il fine settimana di nuovo a Perafita. Dove, sopo aver lavorato nell’orto, facciamo una passeggiata per i campi e le colline. Non avevo mai visto tanti cavalli in vita mia! Erano ovunque andassimo, e correvano in spazi enormi!

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Camminiamo per tutta la mattina, fino ad arrivare al punto dove il bisnonno della signora M. piantò una quercia che ha resistito anche ad un colpo di fulmine (letteralmente). In una radura, stanno organizzando un matrimonio, portando sedie, tavolini, panche e decorazioni. Al ritorno passiamo per una ex casa di contadini, dove lavorò la famiglia della signora M. quando lei era piccola. Ora è un agriturismo di lusso, con piscina, ristorante ed un giardino meraviglioso con fiori ed alberi da frutto.

Una settimana intensa, dove siamo stati attaccati dalle vespe che comparivano in casa dal nulla, dove ci sono state lotte  per fare i compiti delle vacanze, e dove ci sono state tante risate.

Il momento più bello è stato il giro in moto con la signora M. su una Montesa Impala degli anni ’60 ancora in ottimo stato!

brenda

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