una foglia


 

 
 
 

primi giorni a Bristol. Oggi ho vinto ultimi strascichi dell’influenza* e sono uscita per una brevissima passeggiata al parco vittoria. E un po’ di pensieri, un po’ di domande sono state spazzate via da un po’ di sorprese (forse non lo erano poi così tanto) trovati nel parco: l’aria fresca e pungente, una foglia che mi ha attraversato la strada per poi continuare il suo viaggio mossa dal vento, una signora vestita con i colori della bacca della rosa canina e dal suo cane che mi hanno sorriso e detto “hello”.

Ho concretizzato un verbo che da oltre un mese mi accarezzava i pensieri e, dopo pochi istanti di esitazione, ho lasciato il viottolo e sono andata ad inzaccherami le scarpe nel “fuffly” terreno. E, e come se lo era. Fangamente fluffy e molto verde.

Si era soffice, pieno di fango. Ho sporcato anche i lacci delle mie bianche scarpe da ginnastica. E ero sorpresa, contenta.

Una breve passeggiata. Giusto il tempo insomma per capire che c’è dell’aria buona in circolo. Peccato che parli una lingua un po’ diversa dalla mia.

ps. a dirla tutta è colpa di un altro migrante italiano con cui condivido la branda. E’ stato lui l’untore.

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