SRI LANKA pt. 3


 

 
 
 

E infine arriviamo al mare. Dopo Ella, infatti, ci spostiamo verso sud, destinazione Kirinda. Qui ci fermiamo solo una notte ma ci innamoriamo della bellissima spiaggia di sabbia rossa.

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Il mattino seguente, verso le 4:30/5:00 ci svegliamo per fare il safari che sognavamo: Yala. Qui veniamo accompagnate alla scoperta del Parco Nazionale da due simpaticissimi ragazzi che ci mostrano tutte le bellezze del luogo: dai coccodrilli ai pavoni, dagli elefanti alle scimmie (onnipresenti), dalle variegate specie di uccelli ai cervi; unico grande assente, purtroppo, è il leopardo che non ci ha degnato della sua presenza a causa, ci hanno detto, del caldo afoso della stagione. In ogni caso il parco è meraviglioso anche solo per il paesaggio che si può ammirare: distese di foresta intervallate da enormi praterie attraversate da fiumi limpidissimi e punteggiate da laghi variopinti, un vero paradiso.

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Da qui ci spostiamo verso Tangalle e verso la bellissima spiaggia di Goyambokka, un paradiso in terra dove ci fermiamo due giorni. Infatti, essendo alla fine del viaggio ci concediamo finalmente il nostro meritato riposo tra bagni nel mare cristallino e aperitivi all’ombra delle palme sulla spiaggia dorata.

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Dopo due giorni passati a rosolarci al sole e a mangiare e buonissimo pesce cotto nelle foglie di banana e curry strepitosi, ci spostiamo verso un altro paradiso della costa sud dello Sri Lanka, Mirissa. Qui decidiamo di fermarci di nuovo due notti per poterci godere nuovamente il mare e veniamo a scoprire che in questo periodo le tartarughe stanno tornando verso le spiagge per deporre le uova. Per nostra fortuna quella di Mirissa è una delle loro preferite. Così, passiamo un pomeriggio intero a cercare di individuare questi meravigliosi animali sotto il pelo dell’acqua, finalmente riuscendoci grazie all’aiuto di una coppia di ragazzi svizzeri che ci presta maschera e boccaglio: davvero incredibile.

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Dopo questa meravigliosa esperienza, però, è tempo di risalire verso la capitale, Colombo, per l’ultima notte del nostro viaggio. Arriviamo proprio mentre infuria il monsone (a inizio aprile, verso sera, le piogge sono assicurate) e riusciamo a malapena ad andare a cenare in una piccola bancarella che ci offre quel minimo di riparo dalla pioggia necessario ad apprezzare il kottu più buono mangiato durante tutto il viaggio.

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Così, dopo quindici giorni di paesaggi mozzafiato e cibo esotico ci avviamo verso l’aeroporto di Colombo da dove voliamo verso casa sentendoci sicuramente più ricche e felici. Lo Sri Lanka ci ha regalato sensazioni che non avremmo mai potuto immaginare e che abbiamo vissuto, speriamo, nella maniera più autentica: parlando con le persone e vivendo, in parte, quello che vivono loro. Abbiamo così scoperto una terra lussureggiante e bellissima oltre ad un popolo cordiale e disponibile. Sicuramente ci torneremo.

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