SRI LANKA pt. 1


 

 
 
 

A marzo io e mia sorella siamo partite per due settimane alla volta dello Sri Lanka, terra quasi sconosciuta, la lacrima dell’India, la chiamano, per la sua forma a goccia che si estende a sud est della penisola indiana.

Questa terra lussureggiante è caratterizzata da un territorio ricco di laghi che si estendono a perdita d’occhio tra pianure sconfinate e montagne ricoperte da vegetazione lussureggiante.

Quando io e Cecilia siamo partire per questo viaggio non credo sapessimo fino in fondo che cosa ci avrebbe riservato questa terra, né quanto sarebbe stato incredibile poi tornare a casa e raccontarla.

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E’ difficile trovare una parola per descrivere lo Sri Lanka. è in effetti molte cose. il primo impatto è stato con il caldo incredibile e umido che ci ha accolto nella capitale, Colombo. Reduci da circa 12 ore di viaggio, stanche e frastornate, siamo arrivate in piena notte in una città di cui purtroppo non abbiamo quasi visto nulla (unico rimpianto che ho dello Sri Lanka). infatti dopo poche ore siamo partire alla volta di Anuradhapura, città nel centro-nord dell’isola famosa per i suoi resti archeologici. Arrivate in città abbiamo affittato due biciclette e siamo partite alla scoperta degli antichi templi. rovine incredibili quelle di Anuradhapura, che abbiamo scoperto grazie anche ad un simpatico, anche se un po’ invadente, Samapth che ci ha accompagnate nella visita a antichi templi, piscine un tempo usate per i fanghi e bacini immensi a cui anche gli elefanti venivano ad abbeverarsi. il tutto sotto un caldo esagerato che ci ha spossare. Così fin dal primo primo giorno abbiamo macinato chissà quanti km in bici (sì, il sito è enorme) e a fine giornata non potevamo che crollare nella nostra stanza da cui siamo emerse solo per poterci rifocillare cercando del cibo nella piccola cittadina, un tempo capitale imperiale. In questo modo comunque abbiamo battuto il jet leg in meno di 24h.

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E poi, Polonnaruwa, dove siamo arrivate dopo un viaggio in autobus di un paio d’ore. Qui siamo state ospiti dalla migliore delle host che abbiamo incontrato nelle due settimane che abbiamo passato qui (ci ha anche cucinato un piatto tipico per cena). Nel pomeriggio, grazie ai consigli della nostra padana di casa abbiamo avuto la possibilità di visitare il parco nazionale di Kadulla dove abbiamo visto centinaia di bellissimi elefanti oltre che altri esempi della variegata fauna locale.

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Il giorno seguente, poi, abbiamo visitato le rovine di Polonnaruwa: il sito è enorme e molto più conservato rispetto a quello di Anuradhapura, tanto che, di nuovo, abbiamo dovuto affittare le bici, e anche così, ci abbiamo messo quasi un’intera giornata a visitare tutta l’area.

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Terza tappa del nostro viaggio: Dambulla. Qui abbiamo visitato il famosissimo Golden Temple con il gigantesco Buddha dorato che lo annuncia ai piedi della collina. Da qui, la mattina seguente ci siamo spostate in tuck-tuck a Sigiyria dove, invece di visitare il trafficatissimo Lion’s Rock, siamo salite sul vicino (e più economico) Pidurangala Rock, dalla cui sommità si gode comunque una vista spettacolare e mozzafiato sull’enorme pianura che si estende ai suoi piedi e da cui si può vedere anche il Lion’s Rock.

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