Prepararsi per il viaggio


 

 
 
 

E’ strano iniziare a muovere le dita sulla tastiera, battere con il pollice sulla barra spaziatrice ed aggiungere una pausa al flusso di parole.

I pensieri corrono più veloci del resto del mondo, degli occhi, delle dita sui tasti. Corrono veloci saltando da una lettera all’altra, sbagliando strada e correndo sempre più in fretta, senza sosta, senza respiro. Le parole non hanno bisogno di respiro, in apnea escono e si imprimono su questa tela per poi svanire veloci.

Sono pronto per il viaggio, forse, senza ripensamenti. Sono pronto a partire per una strada mai percorsa ma tanto agognata, sperata, desiderata. Ho preparato il mio zaino, l’ho già caricato sulle spalle ed il peso dei pensieri un po’ mi travolge, ma sarà proprio questo il bello, penso. Farsi travolgere, senza avere la forza e la voglia di riordinare le idee.

Sono pronto per muovere i primi passi verso me stesso, come un bambino disilluso, osservo il mondo e non capisco, ma non m’importa nulla, non m’importa la consapevolezza.

Ho preparato lo zaino, colmo di speranza, e sono pronto per il viaggio. Basta iniziare a camminare, un piede di fronte all’altro, basta…

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