Costa Concordia: una rotta sbagliata

. 22 gennaio – AGGIORNAMENTO: cliccare qui Una nuova mappa risolve il “mistero” della rotta

Costa Concordia, 114.500 tonnellate di stazza ed un pescaggio di 8,5 metri, 1.500 cabine per 3.780 passeggeri, si stava dirigendo alla velocità di crociera di 15,7 nodi (circa 30 kmh) da Civitavecchia a Savona, quando prima ha squarciato la chiglia contro uno scoglio e, poi, si è rovesciata su un fianco, mentre l’equipaggio tentava di avvicinarla al più possibile alla costa dell”Isola del Giglio.

Va innanzitutto sottolineato che l’equipaggio ha fatto la propria parte, consentendo il salvataggio di quasi tutti i passeggeri, per evitare che rimanessero intrappolati, come accaduti ad alcuni, dentro una sorta di grattacielo rovesciato.
Vista la velocità con cui l’incidente è divenuto critico e considerato che la nave si è rovesciata prima ancora che iniziasse l’evacuazione vera e propria, poteva andare molto peggio se il personale di mare fosse stato impreparato e, peggio, avesse pensato solo a se stesso.
Non è un caso che, al per ora non chiarito comportamento del comandante, Francesco Schettino, fa comunque riscontro l’eroismo del capo commissario di bordo Marrico Giampetroni, rimasto intrappolato per 30 ore nel ponte 3 della nave dopo aver aiutato molte persone a mettersi in salvo prima di lui.

Perchè è accaduto questo disastro, ritenuto impossibile per un gigante del mare come era la Costa Concordia, se, ovviamente, gestita entro i limiti di sicurezza e di buon senso?

Semplice. La nave non era sulla rotta che avrebbe dovuto percorrere e che passa al largo dell’Isola del Giglio, non nello stretto braccio di mare che la separa dalla costa continentale.

Il portolano ufficiale – la carta nautica – indica due rotte per andare da Civitavecchia a Savona o viceversa. La prima, che sale verso nord al largo della Sardegna e della Corsica, ed una seconda, che si lascia l’Arcipelago Toscano alla propria destra mentre naviga verso la Liguria.

Eppure, da tempo, le grandi navi da crociera superavano l’Isola del Giglio seguendo la rotta che usualmente fanno i traghetti, cosa non vietata e che è sicuramente più suggestiva e, forse, leggermente più economica.

Purtroppo, comporta il fatto di dover passare su una secca con una “luce” di un chilometro tra gli scogli affioranti.
Un margine ampio anche per l’enorme Costa Crociere, se qualcosa non va storto …


Come visibile nella ricostruzione sulla mappa nautica, la Costa Concordia era circa 3 km più a nord della rotta usuale, quella dei “traghetti”, come emerge dai ringraziamenti ufficiali del sindaco di Isola del Giglio.

E come ben visibile, la Costa Concordia è passata letteralmente sulla Secca di Mezzo Canale.

Perchè la Costa Concordia fosse lì non è ancora dato saperlo, ma è un fatto che le grandi navi da crociera transitino sotto costa, nel Mediterraneo come nei fiordi scandinavi, per offrire ai crocieristi lo spettacolo di isole turistiche e cittadine di mare.

Aggiornamento del 24 gennaio:
Alcuni giorni fa, un forum russo ha pubblicato un’altra ricostruzione, molto interessante.

La Costa Concordia attraversava abitualmente nelle acque del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, compiendo, come comprovato, manovre che comportano il rischio di naufragio e di contaminazione ambientale, come abbiamo dovuto constatare.

Da questa mappa, confrontandola col tracciato verde “satellitare” dell’altra, si evince anche che la Costa Concordia avrebbe avviato la manovra di accostamento all’Isola del Giglio alcune miglia più avanti (o diversi minuti dopo) il punto ottimale. Di conseguenza, la rotta verso il Giglio era più perpendicolare  e la virata andava anticipata per non toccare gli scogli.

Una decisione – la Concordia era in rotta manuale – presa, inquivocabilmente, dal Comandante Schettino e non dalla Costa Crociere …

Leggi anche: Abbandono di nave, cosa comporta, Schettino farà almeno un giorno di carcere per un disastro così?

P.S. Nella mappa, che è quella dell’Istituto Idrogeografico della Marina, trovate una quota di livello cerchiata in rosso con il numero 9 al centro. Secondi diversi commenti, tutti di esperti subacquei o gente di mare, la quota esatta sarebbe “novanta” e, pertanto, lì non ci sono scogli affioranti. Per tale motivo, dall’originale sono state tolte le 4-5 parole che spiegavano cosa fosse quel cerchio.

originale postato su demata

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Naufragio al Giglio vs Vinci la tua crociera

Prima e ultima pagina del Gazzettino di oggi:

(Grazie a Tomas Uolli Marcuzzi per la segnalazione e l’immagine)

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Costavano di meno?

Restano in mente, nel dramma della gigantesca nave da crociera davanti al Giglio, anche le immagini dei tanti lavoratori stranieri impiegati su quello e, presumibile, su tanti altri barconi da divertimentificio. 1_YxGTF2Voc  Oggi, giornata dell’immigrazione, il pensiero si fa ancora più pertinente e fra i tanti simboli di questa vicenda (il comandante che abbandona la nave prima dei passegeri, il naufragio della nave/Italia …) ci sono anche loro: lavoratori (molti filippini) che magari (speriamo di no) sono stati assunti come camerieri solo perchè, nel mercato delle braccia, costavano meno.

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