Tago 3440 cê vojaĝo

Ho scritto e cancellato più volte questo post dal 28 in poi…. mi sono accontentato di parlare di lungocrati e tacchi a spillo…. ma ho letto del deludente avvio di un’altra iniziativa (questa storica) partita con il piede sbagliato “Invasioni”… nonostante sia stato affidato (in che modo, fino a che livello, con quali responsabilità è tutto da verificare) ad uno dei fondatori della stessa, pensando così di pacificare chi era in attesa di questa manifestazione per godere della musica che ama e segue… bè, nella prima serata, devo ammettere che sarà stata dura aspettarsi un concerto (non conosco il gruppo, ma mi fido che siano quantomeno da ascoltare) e trovarsi davanti un dj set, così si chiamano ora… ma ragazzi, la confusione è letale, se i dj (che non ricordano più il significato del loro acronimo “fantino dei dischi”, disk jockey…. appunto) pensano di “suonare” nella loro abilità nel programmare e missare la sequenza di dischi… ma non è la polemica sui dj che “suonano” la cosa importante, quello che importa è che con questi escamotage si imbrogliano gli spettatori, si sperperano soldi pubblici con la presunzione di fare “cultura”…. bè, amici delusi dal vostro azzardato peregrinare, sappiate che la stessa delusione, dall’altro lato del palco l’abbiamo provata noi…. serata di solidarietà ai terremotati dell’Emilia, chi si tirerebbe indietro… ed infatti abbiamo aderito un certo numero di musicisti (nessun dj) che come al solito gratis, a proprie spese e con la propria fatica si sono proposti per la serata. Bene. Il Comune da il patrocinio, un palco, un service …. e basta. Le cose si mettono male quando arriviamo, nessun accesso al palco per poter portare o riportare gli strumenti, quindi a tarda notte si è vista una fila di soggetti camminare controcorrente (ai pochi avventori diretti alla discoteca, dove c’era il dj che per inciso poche ore prima passando aveva avuto una smorfia di disgusto e di pena verso questi sfigati musicisti, lo capisco lui viene pagato per  il nulla che sa fare e che alberga nella sua testa, chi sta meglio di lui!) con i loro strumenti come una fila di chiocciole con la propria casetta sulle spalle. Non un genere di conforto, non una presenza istituzionale che lanciasse l’iniziativa e giustificasse la serata ed il denaro (pubblico, va da se, speso)… niente… oltretutto il punto di raccolta degli aiuti era vicino il palco, come dire se qualcuno di voi voleva portare una cassetta di succhi di frutta, pensando ai bambini, doveva portarsela per almeno un chilometro a piedi (a tanto distano mediamente i parcheggi dopo la chiusura del percorso da parte dei vigili)  ….. poi la partita (ingenuità degli organizzatori) ed ecco che la musica va in secondo piano, che gli artisti (gli unici che erano li per il solo piacere e dovere di esserci) sono un bersaglio dell’ironia… mi dispiace per chi ha organizzato la cosa con cuore e dedizione, ma ingenuamente…. ritengo che non avremmo dovuto suonare in una città che considera “cultura” la discoteca, i cerchi colorati (qualcuno prima o poi me ne spiegherà il significato?), i dj set al posto dei concerti. Ragazzi la consulente del sindaco per la cultura e le iniziative in città è una pr da discoteca (altra invenzione fare la pr è tutto un’altro lavoro, un tempo gli uomini si chiamavano “buttadentro” e le donne “entrenoise”…. oggi gestiscono la cultura, poveri noi che viviamo in una terra di conquista e di saccheggio, avallati dai signorotti locali che ritengono sia loro possesso il territorio e il tesoro pubblico…. non avremmo dovuto suonare ed in verità non ho suonato (peccato veniale poche note soffiate in un armonica accompagnando un amico) per il senso di pena e delusione che sentivo, non per me, ma per tutti noi… ma su illusione e delusione ci tornerò….

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Intercity 587

di Mario Vitale

 

Il sole di giugno si lascia ammirare, splendente in un cielo che sembra dipinto. La fronte si poggia contro il finestrino dell’Intercity 587. Milano – Napoli non è proprio una passeggiata, ma i treni veloci sono una soluzione troppo dispendiosa per il mio stato finanziario attuale. E poi l’Intercty ha un suo fascino: le numerose stazioni, in cui il treno effettua fermate, sono rimaste così com’erano quaranta anni fa.

Così Bologna si presenta ai miei occhi come una città di rossi palazzi, dietro le cui finestre immagino madri intente a cucinare per figli in mutande che tirano calci alla palla e si fanno richiamare ogni volta che questa colpisce un mobile o una porta. C’è un bar e seduti ad un tavolo all’esterno, due uomini baffuti di mezza età giocano a carte. Domani c’è Italia – Germania. Ne staranno parlando certamente.

Il treno riparte e l’Iphone della ragazza seduta di fronte a me, con la sua suoneria mi sveglia da questo sogno ad occhi aperti. La tratta Bologna – Roma è quella che preferisco: ha un che di pasoliniano e mi fa sentire protetto da un’atmosfera quieta che solitamente non vivo, ma suppongo sia soltanto frutto della mia fantasia, che mi fa sognare famiglie serene e città tranquille, in cui i padri tornano dal lavoro e si godono la pennichella. Poi la sera i giovani escono per una birra tra amici, parlando di ragazze ed organizzandosi per le vacanze…

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"Baggage Claim"? Addio!! Arriva l’app che vi dice dov’è il vostro bagaglio!


Le vacanze estive  si avvicinano e per molti sarà tempo di prendere l’aereo per raggiungere la meta prescelta. Uno degli incubi principali, almeno per me, è quello nel momento in cui ci si ritrova davanti al nastro trasportatore per il ritiro dei bagagli, che il bagaglio imbarcato…non arrivi! Eh si! Arrivare a Lisbona e sentirsi dire che il proprio bagaglio è a Copenaghen..beh non fa molto piacere! Mi è capitato più di una volta e non ve lo consiglio perchè, oltre a rischiare di non riuscire a riaverlo più indietro nella peggiore delle ipotesi, perdendo definitivamente tutto quello che vi siete portati per la vacanza, inizia una trafila di “sbattimenti”  per riuscire a rientrare in possesso della propria valigia che sicuramente non vi farà iniziare la vacanza con l’umore alle stelle, facendovi perdere ulteriore tempo per godervi il tanto sospirato risposo. Se quest’estate andrete negli USA in vacanza e  avete prenotato un volo della Delta Airlines, questo pericolo potreste evitarlo! O meglio, potreste salire sull’aereo con la certezza che il vostro caro bagaglio è nella stiva del vostro aereo. La Delta Airlines ha infatti messo a punto una app (disponibile sull’app Store come Fly Delta) per tracciare la posizione dei bagagli tramite smartphone. Per lanciare questa app ha realizzato un video che mostra, grazie a 6 telecamere  posizionate all’interno di una valigia, il percorso fatto dal bagaglio dal momento dell’imbarco sino all’arrivo a destinazione. Una app utile che sinceramente spero verrà replicata anche da altre compagnie in giro per il mondo. Gustatevi il video!

Eidostweet: le app stanno entrando sempre più nella nostra vita…e quando sono sono in grado di semplificarci la vita sono sempre ben accette!

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