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Questo è un articolo che da quando ho iniziato a scrivere per questo blog avevo intenzione di pubbli

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Uluru

Dovete sapere che le nostre partenze all’alba non sempre corrispondevano con arrivi in orario decente. Anzi, direi quasi mai, visto che le strade da percorrere sono sempre state molto lunghe, a volte sterrate e molto spesso costellate da centinaia (senza esagerazioni alla Rettore :P ) di canguri e quindi da percorrere con attenzione… E anche ad Uluru siamo arrivati nel tardo pomeriggio :)

Uluru e’ il nome aborigeno di questo enorme masso che sorge nel mezzo dell’Australia. Per dove di cronaca, il nome in inglese e’ Ayers Rock. Viene considerato sacro per gli aborigeni perché ci sono passati i loro dei quando hanno creato la terra.  Ci sono alcune zone che non vogliono che vengano fotografate e non vorrebbero che le persone salissero sulla cima della roccia. Noi abbiamo fatto un giro con la macchina per assaporarne tutte le diverse sfaccettature , i segni lasciati dall’acqua e i colori che cambiano davvero molto repentinamente. Dopo abbiamo anche fatto una passeggiata su uno dei lati del Vermont (come l’ha ribattezzato Roberto) per vedere le caverne dove si rifugiavano gli aborigeni e che utilizzano ancora adesso per le cerimonie, il tutto molto bello, mistico e impressionante. Tappa obbligata in un punto dove osservare il tramonto: forse la prima e ultima volta in tutto il viaggio dove abbiamo trovato un sacco di gente.

Credo che non ci dimenticheremo mai della benzina che abbiamo fatto nel paese vicino ad Uluru, Yulara, alla modica cifra di 2,33 dollari al litro! Un furto!

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Coober Pedy e le Breakaways

Seconda tappa del viaggio: Coober Pedy, la città sotterranea!

Dopo tanti tanti km di strada sempre drittissima, il paesaggio inizia a cambiare e appaiono centinaia (dicono siano un milione) di collinette di terra tutto intorno…e’ il segnale che siamo arrivati! Coober , la città degli opali come la definiscono qui in Australia,  e’ una polverossissima città che si sviluppa in gran parte sotto terra e scavata tra le rocce a causa delle temperature estive che arrivano fino a 50 gradi! C’è tutto sotto terra: la chiesa cattolica, la chiesa ortodossa, i negozi, un hotel (dove abbiamo dormito noi) e tante tante case. Da vedere non c’è molto, ma noi non ci siamo fatti perdere d’animo e siamo andati in tutte le attrazioni. Per prima cosa la foto con la navicella del film Pinch Black lasciata praticamente in mezzo alla strada e poi foto dal punto “panoramico” (decisamente meglio al tramonto quando si vedeva meno) con tutta una serie di scenografie di film lasciate li a marcire :/ Siamo pure andati a fare il tour dentro la più antica miniera di opali: la Old Miners!

Il giorno dopo grandissima sveglia ore 5:30 con sterrato esagerato, per iniziare bene la giornata per vedere le BREAKAWAYS, una serie di colline/montagne/formazione rocciose con dei colori affascinanti. Ah, prima abbiamo fatto un salto alla DOG FENCE, una rete che taglia in due l’Australia (e’ lunga 5600km) per far in modo che i dingo del nord non scendano a sud a magnasse le pecore :)

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