In Viaggio con Pomodoro&Basilico – Mergozzo


 

 
 
 

Eccomi qui con una nuova avventura per la rubrica “In viaggio con Pomodoro&Basilico”. La meta del nostro viaggio con la Columbus è Mergozzo, un comune italiano della provincia del Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte, affacciato sul lago omonimo, e considerato un tempo la porta meridionale della Val d’Ossola.

Forse non tutti sanno che la prima volta che ho visitato questo posto, è stata l’ultima gita che ho fatto assieme alla mia Saphira, venuta a mancare a fine novembre scorso, perciò occupa un posto particolare nel mio cuore e i ricordi ad esso legati sono agrodolci. C’è la panchina dove ci siamo seduti per riposare, il ristorante dove siamo andati a pranzare, il tronco in riva al lago dove ci siamo rilassati al sole…tanti “ultimi ricordi” che riempiono il cuore anche se, allo stesso tempo, fanno venire ancora il nodo alla gola.

La prima volta che ho visitato questo posto mi sono ripromessa di tornarci in campeggio e trascorrervi un weekend, e così è stato.

Arriviamo al campeggio nel pomeriggio, dopo aver sbrigato alcune commissioni e spese al mattino. Un campeggio veramente grande e ben organizzato proprio in riva al lago, in località Fondotoce, e di fronte a Mergozzo.

IMG_2989.JPG
Come sempre prepariamo il campo base e siamo quindi pronti per andare a fare un giro per le vie di Mergozzo. Parcheggiamo la macchina nei pressi del Comune e scendiamo alla passeggiata lungolago. Da qui si ha subito una bellissima vista di tutto Mergozzo e delle montagne retrostanti.

IMG_2941.JPG

Durante la passeggiata possiamo vedere la ricostruzione di alcune tipologie di tombe antiche, di epoca romana.

IMG_2949.JPG

Arriviamo in prossimità della piazza del centro abitato e subito ci appare il maestoso Olmo secolare, incontrastato simbolo di Mergozzo, una pianta completamente cava già presente dal 1600. Alla sua ombra, anticamente, si riunivano le autorità locali per le decisioni riguardanti la comunità. Attualmente l’albero è sostenuto da pali di metallo ma è ancora verde e rigoglioso.

IMG_2958.JPGLa piazza è ampia e rivestita di sampietrini e lastre di pietra, circondata da bar e osterie tipiche.

Ci incamminiamo quindi per le viuzze del paese, strette e piuttosto ripide, con il naso all’insù per cogliere particolari delle case antiche e i bei balconi curati con i fiori.

Saliamo fino alla chesa di Santa Elisabetta. La piccola chiesetta si trova nel centro storico del paese. Eretta attorno al 1623, sorge sulle fondamenta di una preesistente cappella.IMG_2974.JPG

Passiamo in vicoli con stretti archi addossati alle case e scendiamo alla chiesa Parrocchiale, con la sua ripida scalinata e, subito affianco, il porticato delle cappelle. Inizialmente la zona racchiusa dal porticato era un cimitero, in seguito al suo trasferimento nella sede attuale furono realizzate a ridosso del muro perimetrale tredici cappelle della “Via Crucis”. Solo in seguito venne costruito il porticato.IMG_2984.JPG

Di fianco c’è un fornaio e decidiamo così di entrare e comprare la Fugascina, il dolce tipico di Mergozzo, conosciuto anche come Dolce di San Elisabetta: un tempo veniva preparato nelle case del paese in occasione della festa tradizionale di San Elisabetta a luglio. Purtroppo si tratta di un prodotto a base di burro, zucchero, farina, uova, marsala, limone, lievito in polvere, la cui tradizione a Mergozzo è molto antica e ben documentata, perciò dobbiamo ripiegare su un pezzo di focaccia salata, che vogliamo gustarci come aperitivo.
La fame comincia a farsi sentire perciò decidiamo di rientrare al campeggio. Solito rituale: Matteo apre la ronfo tent e poi va a farsi la doccia, mentre io preparo la pappa ai cani. Nei viali del campeggio vediamo anatre passeggiare tranquillamente tra le piazzole. Prima di cena decido di fare un giro fino alla spiaggia, da cui si gode una bellissima vista su Mergozzo, proprio di fronte a noi.

IMG_2999-2.jpg
Alla fine abbiamo fatto troppo tardi e decidiamo perciò di conservare la focaccia che abbiamo comprato per il pranzo di domani. Questa sera la nostra cena prevede invece il Chili Vegetale: per l’occasione l’ho preparato il giorno prima così lo devo solo riscaldare ed è pronto per essere gustato, anzi è ancora più saporito. IMG_6863.JPG

Lo mangiamo con una spolverata di prezzemolo fresco, accompagnato a croccante pane rustico e vino rosso.
Qui trovate la ricetta: Chili VEG (questa volta ho usato solamente fagioli borlotti).
Dopocena lavaggio piatti, passeggiata con le cagnoline per i bisogni e poi a nanna!

Il giorno seguente, dopo aver fatto colazione e aver smontato tutto, decidiamo di intraprendere il Sentiero Azzurro che parte dalla via Montorfano a Mergozzo. Seguendo la segnaletica del Sentiero Azzurro, saliamo prima su strada sterrata e quindi su un sentiero che taglia a mezza costa il fianco settentrionale del Montorfano.

04 Lago di Mergozzo.jpg

Foto Credit: distrettolaghi.it

Il Montorfano è la montagna che emerge dalla piana alluvionale del Toce. Si presenta come un unico blocco di granito, segnato da secoli di attività estrattive e il cui utilizzo spicca nella Chiesa, nel museo archeologico, nelle edicole della via crucis e un po’ in tutto il centro storico di Mergozzo.
Il sentiero è di facile percorrenza e offre panoramici scorci sul lago e il paese, con diversi ruscelletti e cascatelle.

IMG_6898.JPGIMG_6882.JPG

Lungo il percorso troviamo dei pannelli esplicativi relativi all’attività estrattiva dei secoli scorsi, della quale possiamo riconoscere molto bene i segni sul versante della montagna. Alcuni ripidi tratti del sentiero sono rimasti ancora lastricati come al tempo: sono le cosiddette vie di lizza, che permettevano agli enormi blocchi di granito di “scivolarvi” sopra.

IMG_6906.JPG
Proseguiamo fino a sbucare sulla strada asfaltata, prima del Borgo di Montorfano. Purtroppo inizia a piovigginare e, non riuscendo a vedere indicazioni per proseguire il percorso, decidiamo di tornare sui nostri passi (dopo abbiamo scoperto che, poco oltre, proseguendo sulla strada, si arriva al borgo di Montorfano, dove c’è un Belvedere con  vista mozzafiato su Lago Maggiore, Golfo Borromeo e la Foce del Toce: pazienza, è un’ottima occasione per doverci ritornare!).

Ci fermiamo lungo il sentiero per pranzo e, finalmente ci gustiamo la focaccia comprata il giorno prima: niente male.

IMG_6920.JPG
Dopo pranzo ritorniamo in paese e decidiamo di rilassarci un po’ distesi sull’erba sulla riva del lago.

IMG_6923.JPGNonostante il cielo sia coperto noi siamo ben coperti e si sta benissimo. Sull’acqua vediamo anche una coppia di cigni che incuriositi vorrebbero avvicinarsi per prendere del cibo.

IMG_6930.JPG
Purtroppo a metà pomeriggio la zona inizia ad essere un po’ troppo affollata per i nostri gusti, così decidiamo di ritornare alla macchina e rientrare a casa, non senza fare prima una toccata e fuga a Orta San Giulio (un altro borgo bellissimo di cui vi ho parlato qui).
La nostra avventura è terminata anche questa volta. Come al solito, spero che questo mio articolo vi sia piaciuto e, se vi ho fatto venire voglia di visitare questi luoghi, posso ritenermi soddisfatta!

Alla prossima avventura!IMG_2952.JPG

 

 

 

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.