Firenze ed il vino


 

 
 
 

Settembre è il mese della vendemmia e del vino nuovo e la Toscana e Firenze giocano un ruolo fondamentale nella produzione vinicola italiana. Sicuramente il vino più famoso è il Chianti, vino rosso dal gusto forte e deciso che si accompagna bene ad uno dei piatti fiorentini più mangiati da stranieri e località: la bistecca alla fiorentina.

Firenze ricorda un passato dove il vino è alla base della quotidianità. Alcuni esempi dell’importanza che ha avuto già nel passato si hanno nella denominazione di antiche strade che ricordano la presenza delle vigne come “Via della Vigna Nuova” o “Via della Vigna Vecchia” oppure nel ricordo dell’antica chiesa di Santa Maria Novella che era chiamata Santa Maria Inter Vineas, tra le vigne, per la presenza della vegetazione attorno alla chiesa stessa.

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Via della Vigna Nuova all’angolo con Via Tornabuoni 

Nel 1282 l’importanza del vino è riscontrabile anche nella presenza dell’Arte dei Vinattieri che sottolinea l’importanza della bevanda nella vita quotidiana. Varie buche fatte scavare nei palazzi erano i punti dove il vino veniva venduto sia nei tipici fischi di paglia che nel bicchiere; un po’ come si direbbe ora direttamente dal produttore al consumatore.

La massima celebrità si ha durante il Rinascimento quando vengono investite ingenti somme di denaro nella produzione e vari castelli di famiglie facoltose nel contado assumono la funzione di ville per l’otium dove la produzione di vino autoctona assume un’importanza fondamentale.

È durante questo periodo che famiglie come Antinori piuttosto che Frescobaldi iniziarono la produzione di vino. Questo porterà alla fama internazionale che ancor oggi mantengono. Durante il Rinascimento e nelle epoche successive si ha anche una maggiore rappresentazione in arte di Bacco, dio del vino. Un esempio è la statua del Bacco di Michelangelo all’interno del Museo Nazionale del Bargello a Firenze.

La famiglia dé Medici sarà fondamentale per la produzione del vino: Cosimo III  nel 1716 emanò un Editto per la delimitazione del territorio di produzione del vino (quasi una DOC moderna) e nel 1753 venne fondata l’Accademia dei Georgofili, luogo di studio e ricerca agronomica che pone un maggiore riguardo nella crescita e lo sviluppo dell vigna e del grappolo d’uva.

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Tenuta Monteloro

I vini ancora oggi sulle tavole italiane che vengono prodotti a Firenze e Provincia sono suddivisi in tre grandi categorie:

DOCG (denominazione di origine certificata e garantita) sono i migliori vini in produzione con la massima qualificazione e sono:

  • Chianti Colli Fiorentini
  • Chianti Rufina
  • Chianti Superiore
  • Chianti Classico

DOC (denominazione di origine protetta) è una denominazione istituita per tutelare il consumatore sulla provenienza del vino e sono:

  • Bianco dell’Empolese
  • Pomino
  • Vin santo del Chianti
  • Vin santo del Chianti Classico

IGT (indicazione geografica tipica) esegue disciplinari meno rigidi ma comunque i controlli sulla produzione e sulle uve sono gli stessi delle precedenti. I vini IGT della provincia fiorentina sono:

  • Alta Valle della Greve
  • Toscano

BeArte 🙂

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