Come arrivammo in Spagna


 

 
 
 

Avevamo caricato la macchina ed eravamo tutte indaffarate per gli aggiustamenti finali. Niente ditte di traslochi, niente furgoni o pacchi, quello che ci serviva l’avevamo fatto stare in macchina: una cinquecento. Mezzo perfetto per un trasloco, no? Non ci importava niente, potevamo trasferirci insieme in Spagna e contava solo quello. Avevamo un piano: 3 giorni di viaggio, una sistemazione per 13 giorni e poi la ricerca di un appartamento da tenere per qualche mese. Vamos! Sigillato l’appartamento a Milano dovevamo solo percorrere quei 1500 km che ci separavano da San Juan de Alicante, Costa Blanca. Bye bye Milano! In teoria saremmo dovute stare via solo 6 mesi, che in un attimo si trasformarono in un anno e tre mesi, ma quel giorno non lo sapevamo. Quel giorno pensavamo solo ad affrontare la prima tappa per arrivare a destinazione e volevamo fosse anche un po’ una sorta di weekend, come partire per le vacanze. Come sempre avevamo lavorato entrambe fino all’ultimo ed eravamo stanche, sentivamo il bisogno di svagarci dai ritmi serrati di quel periodo, ma finalmente ci stavamo trasferendo! Lei aveva un lavoro da svolgere all’istituto di Neuroscienze ed a me bastavano internet e pc. Era la situazione perfetta. Eravamo a dir poco entusiaste!

Il viaggio in macchina fu memorabile, lo ricordiamo spesso. Eravamo cariche. Elly alle nostre spalle stava ben comoda tra zaini, cuccia e borse varie che ogni tanto poveretta rotolavano sopra di lei. Pure lei dotata di passaporto in regola per evitare ogni possibile inconveniente. Facemmo varie soste per farle sgranchire le zampette e sgranchirci anche noi. Avevo prenotato un paio di hotel lungo il percorso per dividere in tre parti il viaggio. Fu una meraviglia arrivare al tramonto a La Maison Blue a Sigean. Tirava un vento forte. Camminando per le viuzze centrali ci sembrò di essere nella stessa atmosfera del film “Chocolat”. Scendendo dalla macchina era calata un’atmosfera magica. Il vento ci scompigliava i capelli e ci portava letteralmente a spasso! Era sera ed i nostri ospiti super gentili ci mostrarono una camera tutta colorata nella loro vecchia casa, non era il mio stile, ma era simpatica! Eravamo nel centro storico e scricchiolava tutto. Elly era super in allerta, l’avevamo adottata da pochi mesi ed aveva molti timori. Quella sera mangiammo qualcosa di veloce in un posto vicino al B&B, il ristorante segnalato era al completo. Al mattino successivo scendemmo le scale per raggiungere la sala colazione e trovammo una tavola imbandita solo per noi! Eravamo le uniche ospiti e ci sembrò di avere una sala privata con colazione da principesse. Come dimenticare quando entrammo in quella stanza! C’era un solo tavolo rotondo pieno di ogni ben di Dio. Davanti ai nostri occhi nessuno, solo marmellate, brioches, burro, tagliere con il pane fresco, succo, tè, caffè, una meraviglia. Per una frazione di secondo mi venne da pensare che non fosse per noi, ma mi sbagliavo! Quella mattina ci rimase impressa. La mia ragazza scambiò qualche parola in francese con i proprietari molto disponibili che vennero a salutarci ed io non capivo proprio nulla. Ero imbambolata. Mi dissero di lasciare libera Elly che ne approfittò subito per infilarsi in cucina ad annusare ogni angolo. Il profumo di croissant era ovunque. Io e R. sembravamo una coppia di turiste, solo che purtroppo non visitammo neanche la riserva vicina, stavamo emigrando! I francesi erano sorpresi che stessimo facendo un trasloco. Sembrava strano che fossimo in quel paesino di forse 5000 abitanti, a centinaia di km dalla nostra meta. Comunque.. sarei rimasta da quelle parti ancora un po’, solo per godere di quell’atmosfera rilassata. Ripartimmo da Sigean subito dopo verso Castellón de la Plana, che non ebbe il sapore del piccolo paese, ma che ci colpì per la cena all’aperto con 20° a marzo che ci fece balzare subito in un clima vacanziero. Naturalmente stavamo andando a sud e le temperature si erano alzate molto. Elly aveva caldo ed iniziò a cambiare pelo proprio in quei giorni! Poche centinaia di km ed era cambiato tutto. Una cerveza ghiacciata all’aperto era il minimo! Nel primo pomeriggio del terzo giorno arrivammo a San Juan Playa per ritirare le chiavi del mini appartamento situato a 50 mt da una spiaggia di sabbia dorata lunga 3 km e completamente libera (Playa San Juan). Wow. Poteva essere vero? Dei primi tredici giorni ricordo le passeggiate al mare, il lavoro incastrato tra una cosa e l’altra, il sashimi del ristorante di fronte, l’estenuante ricerca di alloggio tra agenzie e chiamate a numeri telefonici trovati in giro o su internet. Visitammo alcuni appartamenti, ma al decimo giorno non avevamo ancora trovato una sistemazione adatta ad un prezzo accessibile per noi. Un pizzico di tensione ammetto che cominciò ad insediarsi in quelle belle giornate. La mia ragazza era tesa e preoccupata, c’erano solo case vacanze a prezzi folli, e avrebbe iniziato a breve il suo nuovo lavoro. Io anche ero nervosa, semplicemente perché odio il telefono e figuriamoci chiamare o relazionarmi con persone in un’altra lingua, solo che lo spagnolo toccava ovviamente a me, l’unica delle due a conoscerlo un minimo… Quindi dovevo uscire dal guscio e parlare. Messa con le spalle al muro, dovetti agire. Finalmente un’agenzia di Alicante ci mostrò un appartamento a San Juan a pochi passi dal centro della cittadina ed un po’ distante dal mare, quindi lontano dal caos di gente che sarebbe arrivata in estate. Era perfetto! Spazioso, semplice, nessun lusso, funzionale, posizionato perfettamente. Andava benissimo, era fin troppo grande, ma il costo era ragionevole. Decisione presa in mezz’ora e appuntamento per il giorno successivo per formalizzare il tutto. Così passammo dal monolocale ad un appartamento con 3 camere da letto, 1 cucina, 2 bagni, un soggiorno, balcone e pure piscina! (Tra parentesi passerà alla storia che in un anno e tre mesi non andai mai a fare un bagno in quella piscina che era aperta anche la sera tardi, ma ne approfittarono tutti quelli che vennero a trovarci!). Il mitico Antonio, il proprietario, ci diede subito l’appartamento, disse che si vedeva da lontano un km che eravamo brave ragazze. Non so da cosa lo vide, ma che pacchia! Alla firma del contratto il primo giorno ci portò un kilo di arance che ci portarono benissimo!

(Marzo 2015)

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