A volte ritorno


 

 
 
 

Osservo con stupore le parole sul foglio,
ma non le riconosco, seppur vergate da questa mano.
Scivolano come sabbia fine tra le dita,
e si perdono a terra con un fruscio
che ricorda l’agitarsi delle foglie al vento.
E’ inutile provare a conservarle,
sfuggono alle emozioni,
vano il tentativo di farne granito,
quando basta un pò di pioggia per svelarne la consistenza.
Un pezzo di gioia, un pezzo di dolore, stessa torta da dividere.
Ecco cosa vorrebbero descrivere…
… se solo avessi pennelli e colori ed un soggetto da dipingere.
Come sempre appese ad un filo virtuale
e ad un pezzo di vera terra,
quella che amo tanto,
che sa di muschio ed erba,
di fumo e cenere,
di sudore e di fatica,
di sorrisi e di ricordi,
di profumo e fogna!
Non le guardo più le mie parole;
le scrivo e le dimentico (come un bugiardo dimentica la verità).
Le abbandono come carte sopra un tavolo di bari,
dove non si sa chi abbia vinto veramente.
Mani in tasca, un respiro che ancora mi accompagna dal profondo,
continuo a passeggiare tra i miei sogni,
senza impronte… che possano portare fino a me.
.
..

….

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