Chile – 6 – Atacama (4)

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La cosa migliore dell’ultima escursione nei dintorni di San Pedro di Atacama è questa: si parte alle 8.30 e non nel cuore della notte.
Per giunta, quando arriva il minivan scopriamo che la nostra guida è di nuovo Pablo, con cui ci eravamo trovati un sacco bene e con cui ci fa piacere chiudere il ciclo desertico della vacanza.
Tutto bene-bene, quindi?
Insomma: c’è un po’ di timore perché oggi arriveremo fino a 4.800 metri e il giorno prima Lucilla sopra i 4.000 ha sofferto un po’ e perché l’escursione viene presentata come la più avventurosa tra quelle offerte da Cosmo Andino. Ma soprattutto c’è molto timore quando Pablo ci saluta e ci dice: “Oh, oggi siete quasi tutti italiani!”
“Buona fortuna,” gli rispondo io, ma in realtà è a me che la auguro.
Però, spoiler, per fortuna andrà benissimo perché i compagni di escursione sono:
– la coppia di signori milanesi con figlia con la quale già avevamo fatto un’escursione, assolutamente piacevoli;
– una famiglia con padre olandese, madre torinese e due bambini sabaudo/neederlandesi;
– una coppia trentenne di nuova borghesia borghesia cinese da manuale.

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In primo piano, un’animita abbastanza minuta

[...]

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La sfortuna in viaggio. Quando non sei superstizioso ma gli eventi ti invitano a diventarlo, capitolo I°

Eccoci qua. Mi sembra, ed è effettivamente passata, una vita da quando ho scritto l’ultima volta sul blog e persino da quando abbiamo lasciato casa quasi un mese fa’ oramai, con dei progetti che, iniziando a scombinarsi già un pochino prima della partenza, sono saltati completamente in aria poi. Mai e dico mai, nella nostra vita, ci era capitata una concatenazione di eventi tale da rendere le ultime tre settimane, non un semplice viaggio, ma una sorta di “Pechino Express de noantri”, diciamo così per riderne un po’.

Andiamo con ordine e iniziamo col raccontare che nelle nostre intenzione c’era quella di andare in Abruzzo a conoscere il neonato nipotino, scendendo prima io con Nevola in autobus e di essere raggiunte dopo qualche giorno da Roberto; avevamo anche acquistato i biglietti del treno per lui, approfittando degli sconti disponibili dato il largo anticipo. Quasi a ridosso della partenza prevista però le cose hanno già iniziato a prendere un’altra piega, dopotutto non in negativo, perché gli impegni di Roberto erano cambiati e poteva, a quel punto, partire con noi. Abbiamo tentato di rivendere i biglietti, che sarebbero stati molto convenienti per chiunque avesse dovuto acquistarli in quel  momento, ma chiaramente inutilmente, comunque poco male.

Felici e contenti abbiamo deciso di metterci in auto e raggiungere la mia famiglia d’origine pensando di passare, una volta arrivati, un paio di giorni pieni lì per poi dirigerci verso l’aeroporto di Roma Fiumicino, da cui avremmo preso un aereo, come vi avevo preannunciato, per la Grecia e in particolare per l’isola di Creta.

Benissimo. Ancora per un po’.

Intanto, dato che Roberto è quello che ufficialmente si occupa di controllare il meteo, lo fa infatti anche quando siamo a casa e anche solo per curiosità, mi aveva avvisata che in Abruzzo ci sarebbe stato, giusto per un paio di giorni, un brusco calo delle temperature, appunto nelle date della nostra permanenza. Niente paura e nonostante partissimo dalla Liguria con un tempo ancora quasi estivo e con le valigie piene di abiti leggeri per il posto dove avremmo trascorso le ferie, abbiamo aggiunto un jeans, una felpa e un paio di scarpe in più e siamo andati tranquilli. Tranquilli lo siamo stati, nel senso che stando dai miei ce la siamo cavata, però giuro che il freddo improvviso e pungente si è fatto davvero sentire, passando esattamente dopo il paio di giorni che le previsioni dicevano.

Quindi le previsioni meteo vanno prese sul serio. O no?

La minaccia dell’uragano.

Voi cosa avreste fatto?

Sempre Roberto continuava a prendere informazioni sul tempo a Creta, che in effetti non sembrava dei più brillanti, con qualche pioggia già in quella settimana. Non volevamo comunque fasciarci la testa, che le preoccupazioni che ci eravamo messi prima di partire per ogni viaggio si erano rivelate ogni volta una fonte di stress gratuito ed inutile.

Ad un certo punto però sono iniziate a circolare notizie un tantino più allarmanti, molto allarmanti, ma notizie di cui la stampa e i media nazionali non hanno quasi del tutto parlato. L’uragano Zorba (mica un altro nome!), il Medicane, ovvero l’hurrycane del Mediterraneo è diventato presto il nostro incubo, un fenomeno mai verificatosi nei nostri mari si stava formando e l’occhio del ciclone, che avrebbe solo sfiorato Sicilia e Calabria, sembrava con una probabilità altissima andare a colpire le coste della Grecia continentale e, appena dopo il nostro arrivo, scaricare con una violenza inaudita esattamente su Creta, non un altro qualsiasi posto, si specificava Creta e tutto era reso più chiaro dalle immagini che mostravano un percorso che sarebbe per ultimo finito sulle coste turche.

Ora non so voi come l’avreste presa, ma noi almeno qualche domanda ce la siamo fatta, io non nego che ho provato vera paura leggendo di onde alte anche 16 metri, di alluvioni e venti oltre i 160 km/h, che neppure mi immagino come siano. Certo non se ne è parlato molto, quindi forse potevamo appigliarci a questo, sembrava che di gente in vacanza lì ce ne fosse, nessun timore perveniva dagli abitanti del posto, il volo Ryanair che avremmo dovuto prendere partiva, giacché, certo, prima che accadesse qualsiasi cosa perché non avrebbe dovuto? Però comunque fosse andata a finire, forse una bella vacanza non sarebbe stata, avessimo anche solo trovato un tempo piovoso, freddo e su di noi avessimo visto per la maggior parte dei giorni un cielo plumbeo. Inoltre avevamo organizzato una sorta di tour, dieci giorni da passare in giro, affittando una macchina e soggiornando un po’ qua un po’ là, sempre molto vicino al mare e tutto era stato fatto, prenotato, pagato; avevamo studiato a lungo cosa fare e come farlo al meglio per tornare a casa soddisfatti, ognuno secondo i propri interessi. Beh, noi non ce la siamo sentita di rischiare e abbiamo rinunciato al viaggio. Abbiamo perso i soldi del bus per l’aeroporto in andata e recuperato qualcosa di quelli sul ritorno, abbiamo naturalmente perso l’equivalente del costo del volo, andata e ritorno, ma quasi tutte le strutture, eccetto una, che era poi l’ultima dove saremmo andati e quindi forse quella che più facilmente avrebbe potuto chiudere un occhio (invece ha applicato anche una penale altissima, senza accettare neppure di scontarla), ci hanno fatto la gentilezza di annullare le nostre prenotazioni gratuitamente. Gente che sa lavorare quest’ultima, ne siamo sicuri, visto che noi, come qualunque cliente, ci ricorderemo del buon trattamento ricevuto e, di sicuro, ancor più della poca disponibilità degli altri operatori.

La scelta è stata lunga e tribolata, è innegabile, ci siamo anche consultati coi rispettivi famigliari ma alla fine la decisione spettava a noi e così, una volta sicuri di cosa volevamo fare, abbiamo subito dovuto occuparci di contattare chi di dovere per gli annullamenti e solamente dopo ci siamo trovati a realizzare la situazione e fare i conti col fatto di trovarci con le vacanze andate  o meglio con l’unica alternativa di due settimane da passare probabilmente in Abruzzo, al massimo da qualche altra parte in Italia, con soli pantaloncini ed abiti senza maniche.

In tutto ciò, Nevola non sarebbe venuta con noi perché le difficoltà nel tentare di organizzarci per portarla erano fin dall’inizio risultate insormontabili e lei sì, sarebbe comunque restata dai miei, dove sapevamo si sarebbe divertita tanto stando in compagnia di altri cagnolini e godendo di più possibilità di stare all’aria aperta, nella natura che tanto ama.

Ah, comunque, la volete sapere una cosa? Possiamo dire che negli sventurati luoghi dove ha colpito “Zorba” ha fatto, purtroppo, dei grossi danni, ma la certezza è che tra questi luoghi non figura affatto l’isola di Creta! Cosa dire? Mi piacerebbe ora riuscire a chiudere con una bella affermazione tipo <<Abbiamo fatto proprio bene a non andare!>> oppure <<In conclusione siamo stati dei gran fessi>> ma ancora non riesco e credo non riuscirò ad aggiungere a certe evidenze altro che un sospiro.

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E speriamo che domani mattina ci sia il sole

Perché oggi, proprio no. La tensione ha avvolto tutto, come sempre più spesso accade. E io che vorre

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